Bioluminescenza: la nuova frontiera dell'illuminazione

La bioluminescenza è oggi la nuova frontiera dell'illuminazione sostenibile: vediamo di cosa si tratta e in cosa consiste questa nuova tecnologia applicata.

Cosa è la bioluminescenza

La bioluminescenza è in sostanza un fenomeno di tipo fisico, sul quale ci si pongono ancora molte domande che necessitano di risposte chiare ed esaustive. Non è semplice comprendere questo fenomeno: sostanzialmente si può affermare che i corpi viventi emettono dei fasci di luce come conseguenza di particolari reazioni chimiche, che trasformano l'energia chimica in energia luminosa.La bioluminescenza interessa soprattutto specie biologiche di origine marina; tuttavia sono coinvolti in questo fenomeno anche alcune specie di insetti, come i coleotteri e le lucciole. Anche i funghi possono essere interessati dalla bioluminescenza, in quanto creatori dei fuochi fatui.Negli organismi marini, la luce che dà origine al fenomeno della bioluminescenza è generata dai fotoni fotofori; si tratta di particolari organi produttori di luce che sono localizzati nei pesci, negli esseri invertebrati, nei cnidari e nei cefalopodi. Da un punto di vista meramente geologico, la luce del sole si localizza nella zona eufotica di un ambiente acquatico, a 200 metri di profondità. La stessa luce si presenta invece molto debole nella zona disfotica, localizzata all'incirca a 1000 metri di profondità. In queste particolari zone di profondità potranno esclusivamente pervenire le componenti verdi- azzurre, che scompariranno poi nella zona afotica, ancora più profonda e completamente priva di luce.

Come viene utilizzata

L'applicazione industriale della bioluminescenza la può rendere una tecnologia sostenibile. Tutto il mondo scientifico moderno (nel nostro Paese in primis Eni) sta raggiungendo dei risultati importanti nella sperimentazione e nello sviluppo della tecnologia che impiega questo tipo di scienza. La grande sfida di oggi per implementare le nuove tecnologie che sfruttano la bioluminescenza consiste nell'aumento sia della qualità che dell'efficienza dell'illuminazione. L'obiettivo è quello di mettere sul mercato questa nuova tecnologia di illuminazione, facendo di essa una vera e propria alternativa sostenibile e green alle fonti di illuminazione pubblica e privata odierne.Lo studio condotto da molte industrie, tra le quali l'italiana Eni, si concentra oggi su una particolare specie di batteri luminescenti che conducono una vita in simbiosi con i calamari. I biologi e i chimici stanno quindi studiando come avviene il fenomeno della bioluminescenza in questi esseri viventi. Alcuni studi si basano sulla creazione di colture batteriche sviluppate all'interno del guscio di un particolare materiale trasparente, nel quale sono presenti tutte le sostanze nutrienti necessarie per la sopravvivenza dei batteri e conseguentemente per la creazione della luce.

Sviluppi e campi di applicazione

Oggi l'azienda più importante che si occupa della ricerca e dello sviluppo della tecnologia che sfrutta la bioluminescenza è la Glowee, un'innovativa start up francese. L'azienda parigina ha per ora ottenuto come massimo risultato una luce costante rimasta attiva per tre giorni. Sono attesi nei prossimi anni dei risultati importanti che potrebbero rivoluzionare il mondo dell'illuminazione globale.Scoprite con Fixool, le più importanti tecnologie applicate allo sviluppo dell'energia sostenibile.

Bioluminescenza: la nuova frontiera dell'illuminazione
La bioluminescenza è oggi la nuova frontiera dell'illuminazione sostenibile: vediamo di cosa si tratta e in cosa consiste questa nuova tecnologia applicata.

Cosa è la bioluminescenza

La bioluminescenza è in sostanza un fenomeno di tipo fisico, sul quale ci si pongono ancora molte domande che necessitano di risposte chiare ed esaustive. Non è semplice comprendere questo fenomeno: sostanzialmente si può affermare che i corpi viventi emettono dei fasci di luce come conseguenza di particolari reazioni chimiche, che trasformano l'energia chimica in energia luminosa.La bioluminescenza interessa soprattutto specie biologiche di origine marina; tuttavia sono coinvolti in questo fenomeno anche alcune specie di insetti, come i coleotteri e le lucciole. Anche i funghi possono essere interessati dalla bioluminescenza, in quanto creatori dei fuochi fatui.Negli organismi marini, la luce che dà origine al fenomeno della bioluminescenza è generata dai fotoni fotofori; si tratta di particolari organi produttori di luce che sono localizzati nei pesci, negli esseri invertebrati, nei cnidari e nei cefalopodi. Da un punto di vista meramente geologico, la luce del sole si localizza nella zona eufotica di un ambiente acquatico, a 200 metri di profondità. La stessa luce si presenta invece molto debole nella zona disfotica, localizzata all'incirca a 1000 metri di profondità. In queste particolari zone di profondità potranno esclusivamente pervenire le componenti verdi- azzurre, che scompariranno poi nella zona afotica, ancora più profonda e completamente priva di luce.

Come viene utilizzata

L'applicazione industriale della bioluminescenza la può rendere una tecnologia sostenibile. Tutto il mondo scientifico moderno (nel nostro Paese in primis Eni) sta raggiungendo dei risultati importanti nella sperimentazione e nello sviluppo della tecnologia che impiega questo tipo di scienza. La grande sfida di oggi per implementare le nuove tecnologie che sfruttano la bioluminescenza consiste nell'aumento sia della qualità che dell'efficienza dell'illuminazione. L'obiettivo è quello di mettere sul mercato questa nuova tecnologia di illuminazione, facendo di essa una vera e propria alternativa sostenibile e green alle fonti di illuminazione pubblica e privata odierne.Lo studio condotto da molte industrie, tra le quali l'italiana Eni, si concentra oggi su una particolare specie di batteri luminescenti che conducono una vita in simbiosi con i calamari. I biologi e i chimici stanno quindi studiando come avviene il fenomeno della bioluminescenza in questi esseri viventi. Alcuni studi si basano sulla creazione di colture batteriche sviluppate all'interno del guscio di un particolare materiale trasparente, nel quale sono presenti tutte le sostanze nutrienti necessarie per la sopravvivenza dei batteri e conseguentemente per la creazione della luce.

Sviluppi e campi di applicazione

Oggi l'azienda più importante che si occupa della ricerca e dello sviluppo della tecnologia che sfrutta la bioluminescenza è la Glowee, un'innovativa start up francese. L'azienda parigina ha per ora ottenuto come massimo risultato una luce costante rimasta attiva per tre giorni. Sono attesi nei prossimi anni dei risultati importanti che potrebbero rivoluzionare il mondo dell'illuminazione globale.Scoprite con Fixool, le più importanti tecnologie applicate allo sviluppo dell'energia sostenibile.
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